22 agosto 2026
Petizione parte da La Spezia per il rinnovo del contratto
Su change.org puoi firmare anche tu
Un appello parte dalla provincia spezzina ma guarda alle condizioni lavorative dei farmacisti dipendenti di tutta Italia. Questi lavoratori chiedono il rinnovo del contratto, fermo al 2024. A lanciare la petizione su Change.org è un professionista spezzino. Il comparto ha già messo in atto due scioperi, ma la situazione risulta ferma.
La petizione pubblicata qualche giorno fa ha già superato le 2.400 firme verificate, le 3.700 condivisioni e riscosso numerosi commenti da parte di molti colleghi che si trovano nella stessa condizione.
In particolare, tra le testimonianze, riemergono i temi degli anni di studio, del sacrificio delle famiglie e del lavoro non riconosciuto.
Come riportato nello schema presentato nella petizione: dal 2010 la busta paga dei farmacisti collaboratori ha visto un solo aumento significativo nel 2011 (+121 euro lordi), seguito da un blocco quasi decennale che ha eroso il potere d’acquisto.
Nel 2021 il rinnovo post-Covid ha introdotto la nuova classificazione in “Quadri” e un ritocco di 80 euro lordi, con scadenza ad agosto 2024. Chiuso quel ciclo, la trattativa attuale è in pieno stallo: i sindacati chiedono un aumento di 360 euro lordi mensili, mentre la proposta di Federfarma si ferma a 220 euro.
I promotori dell’iniziativa denunciano una paralisi non più tollerabile: “Siamo farmacisti, lavoratori impegnati e appassionati nelle farmacie private, e ci troviamo in una situazione di stallo che non possiamo più ignorare”.
Al centro della vertenza c’è la scadenza del contratto collettivo, che risale ad agosto 2024, una condizione di incertezza che rischia di compromettere la qualità del servizio e la serenità dei professionisti. Il mancato intesa tra le parti sociali rappresenta, secondo la petizione, “una sconfitta per noi, farmacisti dipendenti, ma anche un fallimento per tutti coloro che si affidano alla nostra professionalità ogni giorno”.
Per sbloccare la vertenza, il testo sollecita un passaggio istituzionale urgente: “Vogliamo che il Ministero della Salute intervenga direttamente per risolvere questa impasse.
Chiediamo un tavolo di lavoro con le parti coinvolte, mediato e supportato dal governo”.
L’obiettivo finale è riaffermare il valore del presidio sanitario sul territorio e garantire tutele adeguate: “Firmare questa petizione significa sostenere la dignità lavorativa di tanti che ogni giorno si dedicano alla salute dei cittadini con impegno e passione”.
























