NEWS
feed rss

06 luglio 2026

Ricetta elettronica e benzodiazepine

18 mesi di ritardo e caos - Comunicato Stampa

Quello a cui abbiamo assistito nella scorsa settimana è il simbolo di una Pubblica Amministrazione che procede senza coordinamento e senza una regia. Su un provvedimento che riguarda farmaci delicati come le benzodiazepine è andato in scena un caos istituzionale senza precedenti.
 
Secondo ricostruzioni, l'avvio dell’utilizzo della ricetta dematerializzata per la prescrizione di questi farmaci sarebbe partito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, trovando il Ministero della Salute impreparato.
Ordini professionali, medici, farmacisti e software house sarebbero stati informati solo a ridosso dell'entrata in vigore del provvedimento, senza il tempo necessario per adeguare procedure e sistemi informatici.
Risultato disomogeneità nell’applicazione a livello regionale.
 
Se questi fatti saranno confermati, siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di una macchina amministrativa incapace di programmare e coordinare una riforma prevista dalla legge da oltre un anno.
 
Nessuno può chiamarsi fuori.
 
La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, art. 1, comma 317) aveva infatti stabilito che, dal 1° gennaio 2025, tutte le ricette mediche dovessero essere emesse esclusivamente in formato elettronico, comprese le cosiddette "ricette bianche". L'obbligo riguardava inevitabilmente anche le benzodiazepine e gli altri farmaci ansiolitici.
Oggi siamo a luglio 2026. Diciotto mesi dopo l'entrata in vigore della norma, il risultato è sotto gli occhi di tutti: ritardi, improvvisazione e confusione a tutti i livelli.
 
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti aveva lanciato l'allarme già nel novembre 2025, chiedendo che la prescrizione delle benzodiazepine fosse ricondotta esclusivamente alla ricetta elettronica per garantire tracciabilità, controllo delle prescrizioni e maggiore sicurezza per i pazienti.
Nel marzo 2026, rispondendo a un'interrogazione presentata alla Camera dalla deputata Luana Zanella e da altri parlamentari, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato aveva assicurato che il Ministero della Salute, insieme all'Agenzia Italiana del Farmaco e al Ministero dell'Economia e delle Finanze, stava ultimando il lavoro necessario.
 
Anche quella promessa è rimasta lettera morta.
 
Alla fine di maggio siamo stati costretti a intervenire nuovamente per chiedere il rispetto della legge. Oggi assistiamo a un avvio gestito in modo approssimativo, che rischia di scaricare sui professionisti sanitari responsabilità e disagi che appartengono esclusivamente alle istituzioni.
Tutto questo mentre il consumo di antidepressivi, ansiolitici e benzodiazepine continua a crescere, coinvolgendo sempre più anche adolescenti e giovani. Le cronache raccontano con frequenza crescente episodi di abuso associati ad alcol e oppiacei, un mix che può provocare depressione respiratoria e morte.
 
La ricetta elettronica non è un semplice adempimento burocratico. È uno strumento essenziale per monitorare le prescrizioni, prevenire gli abusi, verificare la durata delle terapie e rafforzare la sicurezza dei pazienti. Per questo i ritardi accumulati sono ancora più gravi e l’assenza di indicazioni operative pericolosa
 
«A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina», recita una celebre massima.
 
Noi continuiamo a ritenere che lo Stato abbia tutte le competenze tecniche per applicare una legge approvata dal Parlamento. Se però dietro questi continui rinvii si nascondessero conflitti tra Ministeri, resistenze burocratiche o pressioni di altri interessi, ci troveremmo davanti a un fatto inaccettabile.
 
Quando si parla di farmaci che possono creare dipendenza e mettere a rischio la vita delle persone, non c'è spazio per improvvisazioni, scaricabarile o giochi di potere. I cittadini hanno diritto a un Servizio sanitario che applichi le leggi con tempestività, competenza e senso di responsabilità. Su questo non sono ammissibili ulteriori ritardi.
 
"La ricetta elettronica sulle benzodiazepine non è stata bloccata dalla tecnologia, ma dall'incapacità della politica e della burocrazia di fare sistema." La tutela della salute pubblica non può essere ostaggio di inefficienze amministrative o di eventuali conflitti istituzionali.

--> TORNA ALL'ELENCO COMPLETO

sostieni il MNLF
iscriviti alla newsletter
Seguicisufacebooklogo.jpg
Confederazioneanim.gif
YoutubelogoMNLF.jpg
MNLFsuLinkedin.jpg
Farmacianonconvenzionata2.jpg
ccnlFARMACISTI.jpg
LineeguidaparafarmacieLogo.jpg
Twittermnlf3.jpg
contributovolontarioMNLF.jpg
MNLFsuInstagram.jpg