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10 maggio 2017

Assemblea pubblica MNLF a Cosmofarma 2017

la parafarmacia non Ŕ una anomalia

"Le parafarmacie non sono una anomalia", così esordisce Vincenzo Devito aprendo l'assemblea pubblica organizzata dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e dalla Confederazione Unitaria Libere parafarmacie italiane domenica a Cosmofarma dal titolo "Parafarmacie; stato dell'arte"
Un'Assemblea tutt'altro che rassegnata dagli esiti del Ddl concorrenza fresco di approvazione in Senato, che rilancia la battaglia per la libertà di esercizio della professione. Un'assemblea andata in diretta streaming (LINK)
Chi vi dice che le parafarmacie sono una "anomalia" italiana, spiega Fabio Romiti (V. Presidente MNLF) lo fa in maniera strumentale, una definizione creata ad arte ove si capisce sin troppo bene che l'obbiettivo finale è quello di togliere di mezzo proprio l'esperienza delle parafarmacie.
Le chiacchiere, perché tali sono, su possibili scenari di trasformazione delle parafarmacie in farmacie sono "specchietti per l'allodole" di chi avendo completamente cambiato le proprie politiche su questi temi, leggi Pd, cerca di recuperare consenso elettorale facendo promesse. Promesse di cui non si capisce il percorso e la fattibilità, ma di cui si comprendono, si troppo bene, le finalità elettorali.
La vera anomalia italiana non sono le parafarmacie, continua Romiti, ma il binomio farmaco/farmacista.
Un binomio che si è tentato di spezzare a più riprese (vedi disegno di legge Gasparri/Tomassini) e che anche oggi, senza dichiararlo apertamente, si vorrebbe cancellare per Sop e Otc.
Tale binomio è il reale "vulnus" , spiega Romiti, che vogliono cancellare, perché la sua permanenza attraverso l'esperienza delle parafarmacie sarà sempre la base per rivendicare gli spazi professionali negati, appunto come la liberalizzazione dei farmaci di fascia C.
Dovete resistere e, al contempo, rilanciare la battaglia per i vostri diritti, esorta Agnese Antonaci.
Anche spiegando più puntualmente quale è il vostro lavoro e la vostra preparazione, preparazione che non è seconda a quella dei colleghi che lavorano in farmacia.
Alcuni dicono che le parafarmacie sono un'esperienza fallimentare, riprende Devito, io contesto questa affermazione, certo come in tutte le attività imprenditoriali, alcuni hanno fallito per scarsa preparazione o negligente valutazione iniziale, ma la maggioranza crea ricchezza e, cosa importante crea lavoro.

L'assemblea a questo punto diventa pubblica con il Presidente MNLF che invita i presenti a portare le loro esperienze anche negative, anche di fallimento.
Interviene il dr. Sartirano dal Piemonte che racconta come subito dopo il decreto Bersani avesse deciso di abbandonare il ruolo sicuro di direttore di farmacia per intraprendere un percorso di "libertà". "i primi incassi erano di appena 220 euro, oggi ho il rispetto della gente e incasso giornalmente dieci volte tanto. Ho potuto assumere un collega ed ho una magazziniera. A voi dico che non si ha successo con le cabine estetiche , la croce più grande o i "brillantini", si ha successo solo puntando sulla propria professionalità, sapendo ascoltare e recuperando quell'amore, se volete un pò romantico per la propria professione.
Sabrina De Matteis dalla Puglia, mamma di quattro figli dice: " quando alla sera alle dieci arrivo a casa sono stanca, ma felice. Ho dato lavoro ad un collega a tempo pieno ed è proprio nella dimensione della parafarmacia che mi sento appagata nella mia professione, perché nella realtà è solo nei farmaci d'automedicazione ove il farmacista può esprimersi appieno, lì dove senza ricette, sceglie il farmaco per risolvere quello specifico problema. Io mi diverto e malgrado davanti al mio esercizio ora abbiano aperto una farmacia, prendo quotidianamente le mie soddisfazioni anche economiche. Il nostro è un riscatto della professionalità, della nostra indipendenza e poi, mi diverto, mi diverto ad aiutare come posso gli altri.
Da Rimini e dall'Abruzzo altre due esperienze di parafarmacie che creano ricchezza e danno lavoro non solo per chi sceglie d'intraprendere ma anche per altri colleghi. Due realtà vincenti per la tenacia di farmacisti che hanno puntato sulla professionalità e l'ascolto. Maria Giovanna Calabrese è orgogliosa della propria scelta, scelta che condivide con il marito che pur non essendo farmacista è stato il primo sostenitore dell'apertura dell'esercizio.
Nessuna esperienza negativa viene testimoniata, malgrado l'invito, ma non è facile raccontare le proprie battute d'arresto.
A concludere i lavori il Dr. Devito che rivolgendosi anche alla platea che ha seguito l'evento in diretta streaming invita tutti a serrare le fila, "il percorso è ancora lungo, ma noi non siamo ancora stanchi di lottare per un diritto che ci appartiene"
 

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