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13 marzo 2010

Catricalà: No controriforme, c’è rischio corporazioni

A Cernobbio il Presidente dell’Antitrust lancia l’allarme sul rafforzamento delle caste

Cernobbio - (ASCA, APCOM)  Il presidente dell'autorita' antitrust Antonio Catricalà rilancia l'allarme sul rischio di rafforzare le caste nelle libere professioni mentre l'Italia avrebbe bisogno di riprendere con slancio il processo di liberalizzazioni.

Dal palco del forum della Confcommercio a Cernobbio, Catricalà sottolinea che ''il tema della concorrenza e' stato un po' accantonato a causa della crisi economica''. Ma ''le liberalizzazioni servono al paese''. Catricala' indica che se le rendite di posizioni in Italia fossero perequate alla media dei paesi Ocse l'economia italiana avrebbe un beneficio in termini di pil pari all'1,5% su base annuale.

Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, mette in guardia sul rischio di un ritorno a una sorta di sistema delle corporazioni, come negli anni del fascismo, se dovessero esserci riforme delle professioni in senso restrittivo come per gli avvocati.

''Siamo un paese con l'ascensore sociale bloccato, dove il 40% dei figli dei liberi professionisti fa il lavoro del padre'' lamenta il presidente dell'Antitrust che prima ancora di cosa fare mette in rilievo ''quello che non dobbiamo fare.

''Gia' abbiamo la stranezza delle guide alpine che hanno una regolamentazione - rileva Catricalà - che non hanno nemmeno gli astronuati''. Insomma il rischio e' quello che la riforma delle libere professioni in realta' rafforzi le caste.

Tra le urgenze sul fronte delle liberalizzazioni e apertura alla concorrenza, il presidente dell'Antitrust indica poi il settore delle Poste, ''dove siamo lontanissimi dalla liberalizzazione. C'e' bisogno di una autorita' che non sia il governo. Non dico di istituire un'altra autorita' - afferma Catricala' - c'e' gia' l'Agcom che si occupa di tlc e puo' farlo di Poste''.

Anche nel settore dei trasporti e in particolare delle ferrovie in vista dell'apertura al mercato c'e' bisogno di una autorita' perche' non puo' essere l'ente a decicere la ripartizione del traffico.

''Ogni monopolio - ha detto Catricala' - e' destinato a peggiorare le condizioni per i clienti ed a far aumentare i prezzi''. Catricala' infine rivolge un richiamo anche a livello regionale. ''Si deve intervenire sui sistemi regionali che stanno chiudendo gli spazi alle liberalizzazioni decisi a livello centrale''. A titolo di esempio, Catricalà cita' la questione delle parafarmacia.

''In alcune regioni aprire le parafarmacie e' praticamente impossibile per i regolamenti restrittivi decisi dalle regioni''.

 

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