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14 marzo 2011

Inutili le parafarmacie? Inutile Ŕ la pianta organica

Il Presidente di Federfarma attacca il decreto Bersani

In una intervista a Repubblica - Affari e Finanza, il Presidente di Federfarma Annarosa Racca attacca le parafarmacie e il decreto Bersani. Arroganza e alterigia si alternano inopportunamente per il Presidente di un sindacato che deve cancellare dal proprio DNA il marchio infame di essere una lobby che paga parlamentari per ricevere attenzione rispetto alla tutela dei propri interessi. (Report 1 dicembre 2006 intervista a Siri di Bernardo Iovine)

Il Presidente di Federfarma afferma di non aver mai discriminato i colleghi delle parafarmacie. Che dire allora delle norme sulle insegne, dei mancati rifornimenti di farmaci, degli asfissianti controlli ispettivi delle ASL "suggerite" da più di un associato Federfarma.

E' vero il sindacato dei titolari di farmacia non discrimina solo i titolari di parafarmacia: discrimina tutti i farmacisti non titolari italiani. Lo fa ogni giorno trattando i propri collaboratori laureati come una casta inferiore. Lo fa applicando un contratto del "commercio" da fame per le onerose responsabilità che quel collaboratore deve sostenere. Lo fa quando non prende alcun provvedimento contro la maggioranza dei propri associati  che ogni giorno impone al personale laureato di consegnare farmaci senza la presentazione della ricetta medica. Un fenomeno questo che era talmente grande da doversi inventare una legge per la dispensazione d'urgenza dando una copertura automatica alla consegna senza ricetta di antibiotici (chissà cosa ne pensa Fazio fautore della campagna contro gli abusi), ansiolitici, antidepressvi ecc. ecc.

Inutili non sono le parafarmacie, inutile è la pianta organica ,strumento a tutela di una casta di privilegiati che non ottempera all'obiettivo di dare una capillare diffusione di farmacie nel territorio.

Il Presidente di Federfarma deve studiare di più. La Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea non hanno detto che la farmacia è parte integrante del sistema sanitario nazionale, si sono semplicemente espresse su un quesito di legittimità. Meglio ripassare…

Qualcuno diceva "una risata vi seppellirà", la  Racca esagera. Cosa sono quelle vetrine nelle farmacie italiane piene di tutto tranne che dei farmaci? Cosa sono quei banconi stra colmi di tutto tranne che di farmaci? Come si chiama la continua cessione di farmaci senza ricetta: farmacia dei servizi o quello che sono "business" e basta. Entri cara presidentessa, entri pure in una parafarmacia è potrà tranquillamente verificare che c'è molta più professionalità ed attenzione alla persona che in centinaia di farmacie dove certi giorni non si riesce nemmeno ad entrare per la coda.

Le regole minime non sono regole dice la Racca. Chissà che le suggerisce queste frasi. In Italia per avere una farmacia o hai tanti soldi o sei figlio di un titolare di farmacia. Altra via non c'è. Non c'è nei concorsi ove regole fai da te impediscono ai più meritevoli con il massimo punteggio di vedersi assegnata una sede farmaceutica degna di questo nome. Maggiorazioni ai farmacisti titolari, maggiorazioni ai direttori o titolari di farmacia rurale e così via. Nessuna possibilità.

Quando si hanno argomentazioni forti non c'è bisogno di giocare sporco: "il luogo farmacia è una garanzia, abbiamo molti controlli. Da noi non c'è contraffazione come invece accade altrove". Dove dottoressa Racca? Dove? Non vorrà scendere così in basso da far credere che nelle parafarmacie esiste questa pratica. La preghiamo, non scada così in basso. A noi risulta che la cronaca di questi ultimi anni sia piena di associati Federfarma incappati con "fustelle volanti", "scatolette fantasma"…

Il ddl Gasparri/Tomassini non prevede un abbassamento del quorum, prevede una colossale presa in giro. Il quorum a 4000 porterà all'apertura reale di poche centinaia di farmacie e quasi nessuna nelle grandi città dove ci sono il maggior numero di cittadini. L'esistenza delle farmacie soprannumerarie è il cavallo di troia su cui Lettieri e compagni giocano da tempo. Certo, nominalmente saranno più di mille quelle che verranno annunciate ma proprio mille sono i comuni che, con una popolazione media di trecento abitanti, hanno già visto andare deserti numerosi concorsi. Non ci prenda in giro, noi legislazione l'abbiamo studiata.

Lasci stare cara presidente di Federfarma gli informatori del farmaco e non faccia paralleli che non stanno ne in cielo ne in terra, le multinazionali le avete introdotte voi quando nella vendita delle farmacie comunali di Bologna invece di opporvi con forza alla vendita delle comunali partecipaste all'asta nell'ingenua idea di poter battere Admenta. Siete proprio voi il trust pericoloso e lo sapete bene, sapete bene che tra i vostri associati c'è chi direttamente o indirettamente controlla decine di farmacie. Siete voi il trust che oltre a controllare la distribuzione al dettaglio del farmaco, controlla anche direttamente o indirettamente buona parte della distribuzione intermedia.

Cara presidente Racca, pensi alla farmacia dei servizi e alla reazione dei suoi associati quando dovrete dirgli che lo Stato i soldi non li ha e che i servizi li dovranno pagare di tasca propria. Pensi a questo e lasci stare le parafarmacie, loro non hanno bisogno di Lei, loro sono liberi.

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