CONVEGNI

14 novembre 2004

...da Internet all'assistenza farmaceutica a distanza, dalla riserva ai centri di terapie naturali. Il farmacista tra professione e professionalitÓ

TENUTA CARADONNA
Lequile (Lecce) s.s. 101 LECCE-GALLIPOLI Km 8 (LE)

Un dibattito a tutto campo quello avvenuto il 14 novembre scorso nel corso del convegno organizzato dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti dal titolo "...da Internet all'assistenza farmaceutica a distanza, dalla riserva ai centri di terapie naturali. Il farmacista tra professione e professionalità".
Un confronto a più voci che malgrado le impietose condizioni metereologiche hanno visto la partecipazione di un folto pubblico. Dalla sentenza della Corte di Giustizia di Bruxelles per i medicinali senza obbligo di prescrizione medica via Internet alla relazione Monti sulle professioni, dalle barriere all’accesso ai prezzi dei farmaci, dalla legge sulla regolamentazione dei prodotti erboristici alle proposte di riforma del sistema farmaceutico italiano. Questi solo alcuni dei temi affrontati a cui non si sono sottratti i relatori che hanno affrontato a viso aperto le domande poste dalla Dr.ssa Agnese Antonaci conduttrice del dibattito.

I farmaci da automedicazione ceduti attraverso la rete telematica e la facoltà data alle regioni di fornire direttamente i farmaci sono ‘vulnus’ che hanno posto in seria discussione l’art. 122 del R.D. del 1934 e quindi il principio d’esclusività delle farmacie – questo l’avvertimento lanciato da Fabio Romiti Vice Presidente del MNLF – ma questo sarebbe niente se paragonato a quanto potrebbe accadere se i tentativi della grande distribuzione andassero a buon fine. Qual è la risposta della categoria – si chiede Romiti – forse unisce le proprie forze, prepara soluzioni condivise ? No, la categoria si divide, gioca di rimessa e così facendo si perde tutti. Sull’applicazione della sentenza della Corte di Giustizia su farmaci e Internet dubita Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari e membro del Comitato centrale della Fofi, mentre Francesco Romanelli, magistrato della Corte dei Conti e presidente del Comitato Etico d’Azienda Sanitaria Locale, ritiene fondato il pericolo: una sentenza della Corte di Giustizia, pur non applicabile immediatamente – ricorda il magistrato – fa giurisprudenza in tutta l’UE e quindi anche in Italia.

Il dibattito diventa serrato, quando si affronta il nodo dell’accesso alla professione, dove le posizioni sono ancora lontane.

Tuttavia, la volontà di approfondire il dialogo è avvertita da tutti i relatori, e le novità non mancano: il Prof. Ettore Novellino, Presidente della Conferenza dei Presidi della Facoltà di Farmacia Italiane, annuncia un ruolo diverso dell’ Università, un ruolo anche politico all’interno della categoria.

- Spiega Novellino - l’Università si è dimostrata l’unica in grado di recepire ed anticipare i mutamenti che stanno avvenendo nel mondo della Sanità e le richieste della Società rivolte a questo settore. Non a caso essa ha rivisitato i piani formativi dei corsi di studio per renderli rispondenti alle nuove conoscenze e competenze richieste ai laureati in farmacia. C’è bisogno pertanto che anche la professione recepisca tutto ciò se non vuole giocare un ruolo di sola rimessa di fronte ai cambiamenti professionali che saranno imposti dall’evoluzione delle conoscenze in questo settore. Evoluzione imposta anche dall’agenda di lavoro dell’Unione Europea: gli obiettivi di Lisbona e la relazione Monti sui servizi professionali.

Giacomo Leopardi, Presidente della Fofi nega vi sia un problema d’accesso alla professione di farmacista: ogni iscritto all’ordine ha la possibilità di accedere a tutti i ruoli previsti nella nostra professione, la Commissione UE non ci ha fatto rilievi su tariffe e società.

La relazione Monti fatta propria dalla Commissione Europea e ancor prima la ricerca realizzata dall’Istituto Studi Avanzati di Vienna – replica Romiti - hanno inesorabilmente fotografato la situazione, l’Italia è il paese con il più elevato grado di regolamentazione in Europa e la professione di farmacista n’è la massima espressione. Continuare a negare ciò significa voler negare l’evidenza e i farmacisti italiani con le restrizioni d’accesso quantitative basate sui criteri demografici e geografici sono fuori dagli obiettivi di Lisbona. Qualsiasi regolamentazione – continua Romiti - deve rispondere al test di proporzionalità, essere finalizzata alla tutela dell’interesse generale, ovvero la tutela della salute pubblica, l’attuale assetto non supera questo test perché non risponde all’interesse generale ma solo a logiche corporative.

Tutti i relatori hanno manifestato le proprie perplessità circa l'assistenza farmaceutica a distanza e il sempre maggior numero di farmacie che istallano distributori automatici di farmaci da automedicazione fuori della farmacia. A questo proposito Marcello Portaluri, Presidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Lecce, nel suo intervento si è detto preoccupato per questo fenomeno, spigando come tale apparecchiatura "spersonalizzi" il servizio a discapito della professionalità che, al contrario, andrebbe privilegiata nell'interesse principale dell'utente.

Le conclusioni del convegno affidate rispettivamente a Giacomo Leopardi e Vincenzo Devito, Presidente del MNLF, sono diametralmente opposte: per Leopardi deregolamentare il settore accogliendo le richieste di libero esercizio professionale sarebbe devastante per la farmacia, mentre per Vincenzo Devito bisogna operare una rivoluzione copernicana dell’intero settore: in Italia abbiamo 8101 comuni, 4158 con una sola farmacia e 1727 senza farmacia e questo è un fatto – spiega il Presidente MNLF -  nei Paesi con una regolamentazione leggera opera in proporzione un numero maggiore di professionisti i quali producono un livello relativamente più elevato di fatturato complessivo senza alcun segno di malfunzionamento del settore, e questo è un altro fatto; nelle scuole economiche – conclude Devito – s’insegna che se si prendono dei giovani, li si laurea in farmacia per metterli a fare i commessi in camice bianco, dediti all’appiccicar bollini sulle ricette, si realizza una gran diseconomia e se quella diseconomia si riflette sul prezzo finale e sulla qualità della prestazione, facendola pagare al consumatore, ciò significa che la non libertà favorisce l’arricchimento di una corporazione.

Al dibattito hanno partecipato anche Raffaele D’Ettore, già Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Lecce e Francesca Conchiglia, Presidente per Lecce e provincia di Federfarma, che pur se disposta a battersi in sede nazionale per l’apertura di un dibattito con tutte le componenti si dichiara completamente contraria a qualsiasi ipotesi di rivoluzione nel settore. L’ultima battuta è stata riservata a Gabriella Alemanno, farmacista e responsabile per la Puglia dell'Associazione Italiana per la ricerca sul cancro: quando si perde di vista la propria missione per l’interesse economico – ha ricordato - non si è più in grado di ascoltare e quindi di comprendere, e in questo settore da troppo tempo una parte non ascolta più nessuno.

Al termine dell’incontro l’Associazione dei farmacisti non titolari di Lecce, nel ventennale della sua ricostituzione, ha voluto sottolineare il proprio riconoscimento al Presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti Vincenzo Devito per l’impegno profuso nella valorizzazione della professione sotto il profilo etico-professionale.

A consegnare la targa ricordo è stato chiamato lo stesso Presidente della Fofi Giacomo Leopardi confermando quell’esigenza vitale per l’intera categoria di continuare a confrontarsi senza pregiudizi nell’interesse generale della categoria.

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